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Stiamo aggiornando i contenuti di questa pagina. Trovate qui di seguito gli articoli usciti sulla questione payland.com - NetFraternity che si è conclusa il 17 Novembre 2000.

20 Novembre 2000
Non c'è stata contraffazione di brevetto. La seconda perizia disposta dal tribunale di Padova su richiesta di NetFraternity ha riconfermato che il sistema adottato da Payland non viola la legge sui brevetti perché non ha niente a che fare con quello adottato dalla concorrente.
dopo questo risultato NetFraternity ha ritirato la denuncia presentata nel maggio scorso e in seguito alla quale era stato ordinato il sequestro cautelativo del server, poi annullato. Payland e netFraternity sono due società che operano nel Pay to surf, cioè che pagano i loro iscritti per tenere aperta una finestra con la pubblicità durante la navigazione.
MARKETPRESS INTERNET: VERTENZA PAYLAND.COM - NETFRATERNITY DECIDE IL RITIRO DEL RECLAMO
Padova, 20 novembre 2000 - Dopo che il supplemento di perizia dei consulenti tecnici d'ufficio disposta dal tribunale di Padova su richiesta di Netfraternity ha riconfermato la non interferenza del sistema adottato da Payland.com, Netfraternity ha deciso di non proseguire nel giudizio di impugnazione del Provvedimento di sequestro, rinunciando al reclamo proposto. Il risultato di tale consulenza poteva infatti costituire uno scomodo quanto rilevante precedente per le controversie ancora pendenti verso altre societa operanti in questo stesso ambito. In forza degli esiti della consulenza, la stessa rinuncia di Netfraternity dimostra allo stato la legittimita del sistema adottato da Payland.com e l'infondatezza della campagna denigratoria condotta da Netfraternity stessa. Resta valida la sentenza pronunciata dal Giudice il 24 maggio scorso che scioglieva la riserva sul caso Payland escludendo "che il sistema adottato dalla resistente" Payland "interferisca con l'area di valide rivendicazioni e protezioni del brevetto menzionato in ricorso e si manifesta insussistente la denunciata attivita di contraffazione e di utilizzazione illecita del dispositivo brevettato". La controversia aveva avuto inizio il 12 maggio scorso quando, su esplicita richiesta di Netfraternity che accusava l'azienda di Ascoli Piceno di contraffazione del proprio brevetto relativo ad "un dispositivo per connettere utenti a reti telematiche e procedimento per l'invio dati", il Tribunale di Padova aveva disposto il sequestro cautelativo del server di Payland. L'ordine, che ha causato ingenti danni alla societa, è stato revocato appunto il 24 maggio in quanto è stato riconosciuto che il sistema utilizzato da Payland si basa esclusivamente su un software e non utilizza alcun dispositivo. Payland.Com è una societa indipendente creata con fondi propri da tre ventiquattrenni di Ascoli Piceno, Mauro Forconi, Danilo Pompei e Giacomo Buratti. Attiva dal 22 gennaio 2000, si presenta come una societa di servizi di nuova generazione, 100% Internet Based, in grado di ripensare il concetto di domanda e offerta pubblicitaria. Il sistema ormai da quasi un anno offre a chi è gia in rete la possibilita di accumulare denaro durante la navigazione, attraverso mail pubblicitarie e messaggi Sms. In cambio di un banner pubblicitario personalizzato che occupa una porzione di schermo pari al 10% e mail autorizzate dallo stesso utente, Payland.com offre un credito spendibile presso il proprio Payland Store. L'iscrizione è gratuita e ha permesso alla giovane azienda di raccogliere in pochi mesi il consenso di piu di 100.000 utenti registrati.
(ANSA) - ANCONA, 17 NOV - L' azienda informatica di Treviso
Netfraternity ha rinunciato a proseguire il contenzioso con
confronti di PAYLAND.com, una societa' fondata 11 mesi fa da tre
ventiquattrenni di Ascoli Piceno. Netfraternity rivendicava la
paternita' del sistema che permette ai navigatori di Internet di
accumulare credito consultando mail pubblicitarie e messaggi
Sms.
Un sistema che aveva permesso alla giovane azienda
marchigiana di raccogliere il consenso di oltre 100.000 utenti
registrati, in grado di ''spendere'' il credito presso il
PAYLAND Store. Netfraternity si era rivolta al tribunale di
Padova, che il 12 maggio scorso aveva disposto il sequestro del
server di PAYLAND, accusata di contraffazione e utilizzazione
illecita del dispositivo. Ma dodici giorni dopo lo stesso
tribunale aveva revocato il provvedimento e sentenziato che il
sistema adottato da PAYLAND non interferiva con l' area
ricoperta dal brevetto di Netfraternity.
La societa' padovana ha deciso di desistere dopo un
supplemento di perizia dei consulenti tecnici d' ufficio che ha
riconfermato la sentenza. Quella con PAYLAND e' la prima di una
serie di controversie aperte da Netfraternity e i risultati
della perizia - fa notare l' ufficio stampa dell' azienda
ascolana - potevano rappresentare ''uno scomodo quanto rilevante
precedente'' per le altre vertenze ancora pendenti. (ANSA).
ME

29 Maggio 2000
Web e carta bollata: tolte le catene al server Payland di Isabella Naef
Notizia di un sequestro durato 12 giorni e finito con la liberazione del server di payland.com. E' del 24 maggio la sentenza con cui il tribunale di Padova, escludendo ogni attivita' di contraffazione o di utilizzo illecito del dispositivo, ha revocato l'ordine di sequestro che bloccava il server di payland.com accusata dal rivale NetFraternity di aver contraffatto il suo dispositivo "per connettere utenti a reti telematiche e procedimento per l'invio dati" registrato all'ufficio brevetti. In realta' il sistema payland, che consiste nell'offrire ai sottoscrittori del servizio la possibilita' di guadagnare 1 euro per ogni ora di collegamento in rete in cambio dell'accettazione di un banner pubblicitario, si basa esclusivamente su un software e non utilizza alcun dispositivo. Il provvedimento di sequestro emesso il 12 maggio dal tribunale di Padova su istanza di NetFraternity, in base al quale questa ha ottenuto il blocco del server di payland.com e il sequestro dei dischi, ha causato danni sia alla societa' sia agli oltre 35 mila paylanders, privati della possibilita' di guadagnare. La societa' fondata nell'agosto 1999 da tre giovani imprenditori di Ascoli Piceno, Mauro Forconi, Danilo Pompei e Giacomo Buratti, ha subito presentato denuncia all'Autorita' garante della concorrenza e del mercato, mentre il popolo della rete, attraverso un forum raggiungibile dal sito www.payland.com, ha manifestato indignazione e solidarieta' attraverso 2 mila e-mail. "Ci siamo battuti perche' ci sembrava assolutamente impensabile che si potesse brevettare un'idea", dice a Itali@Oggi.it Mauro Forconi, 24 anni, amministratore delegato di payland.com. "Anche NetFraternity paga i naviganti (1200 lire all'ora), ma noi utilizziamo un software e non un dispositivo e finalmente il giudice ci ha dato ragione stabilendo che il nostro sistema non interferisce con l'area di valide rivendicazioni e protezioni del brevetto menzionato in ricorso e quindi e' insussistente la denunciata attivita' di contraffazione e di utilizzazione illecita del dispositivo brevettato. Naturalmente abbiamo accolto la decisione del giudice con grande soddisfazione, ma del resto siamo sempre stati sereni riguardo alla conclusione di questa vicenda. La concorrenza e' la chiave dello sviluppo di ogni business", conclude Forconi, "e in particolare di Internet. Solo la concorrenza, sana e leale puo' garantire il continuo miglioramento dei servizi offerti agli utenti della rete". (n.d.r.)

Il tribunale di Padova ordina il dissequestro dei server "Il loro 'guadagnare navigando' non è una contraffazione"
Tecnobrevetti, vince Payland "Il suo sistema è originale"
Gli sconfitti di Netfraternity: "Presenteremo ricorso"
di GIANCARLO MOLA
ROMA - I ragazzi di Ascoli Piceno di Payland hanno vinto la loro battaglia. Potranno continuare pagare 2.000 lire ad ora i cybernauti che scaricano il loro software per la visualizzazione di banner pubblicitari. Potranno farlo anche se l'ufficio brevetti italiano ha registrato con il numero d'ordine 1296354 un "dispositivo per connettere utenti a reti telematiche e procedimento per l'invio dati", cioè una macchina che produce lo stesso effetto e che è stata realizzata dalla potente rivale Netfraternity (che però offre 1.200 lire a ora di navigazione).
Dopo 12 giorni dal sequestro dei server di Payland il tribunale di Padova ha infatti deciso che quel brevetto non impedisce ai concorrenti di Netfraternity di offrire il servizio "guadagnare navigando". E, andando addirittura oltre la questione del dissequestro, ha escluso che il sistema di Payland "interferisca con l'area di valide recriminazioni e protezioni del brevetto menzionato in ricorso", aggiungendo anche che "si manifesta insussistente la denunciata attività di contraffazione e di utilizzazione illecita del dispositivo brevettato".
Una decisione, quella dei giudici padovani, che è destinata a sollevare polemiche. Perché crea anche in Italia un importante precedente nella questione dei brevetti dei prodotti tecnologici, che negli Stati Uniti sta provocando un contenzioso fra le imprese (piccole e grandi) da milioni di dollari. Nel mondo rapidissimo e impalpabile di Internet è infatti sempre più facile riprodurre un'invenzione altrui senza "copiare" la sua soluzione tecnica, cioè l'oggetto del brevetto. L'identico risultato può essere raggiunto in mille modi diversi. Gli archivi dei tribunali si riempiono di carta bollata. E il problema di fondo resta inevaso: il brevetto è l'unico modo per proteggere la creatività imprenditoriale o piuttosto il metodo per legalizzare nuovi monopoli di fatto?
"Non si può brevettare un'idea", era stato lo slogan di Payland. E il giudice sembra avergli dato ragione. "Ne eravamo convinti", commenta adesso Mauro Forconi, 24 anni, amministratore delegato della piccola società ascolana. "Il nostro sistema è basato su un software prodotto da noi, sui tre computer del nostro primo ufficio di 45 metri quadri, e sviluppato grazie ai programmi Linux acquistati in edicola con una rivista di computer. Il 'dispositivo' di cui parla Netfraternity non c'entra niente".
Sul fronte opposto, intanto, si cerca di ingoiare il boccone amaro. "Il giudice - spiega Alberto Vazzoler, amministratore delegato di Netfraternity - ha riconosciuto la validità del nostro brevetto. Solo che ha aggiunto che Payland ha fatto qualcosa di diverso. Non capisco cosa, visto che i due sistemi si presentano in modo assolutamente identico. Si tratta della solita decisione salomonica, sulla quale faremo presto reclamo".
Il caso giudiziario è destinato a non finire, quindi. Anche perché Payland, da parte sua, si sta preparando a chiedere a Netfraternity il risarcimento dei danni per i 12 giorni di blocco del servizio. Ma se ne parlerà nei prossimi giorni. Adesso i ragazzi di Ascoli devono festeggiare. Ristorante per tutti stasera, soci e avvocati compresi, paga la ditta. "La nostra vittoria - dice Forconi - è importante non solo per noi, ma per tutti quei giovani che vogliono lanciarsi nel business in Rete: c'è posto per tutti, basta solo darsi da fare e offrire servizi di qualità. In fondo questa cena ce la siamo meritata".
(24 maggio 2000)
COMUNICATO DEL 24 MAGGIO
2000: INTERNET: VERTENZA PAYLAND.COM - NETFRATERNITY
Il tribunale di Padova, escludendo ogni attività di contraffazione o di utilizzo illecito del dispositivo,
revoca l'ordine di sequestro che bloccava il server di PayLand.com
Padova, 24 maggio 2000 - Il tribunale di Padova ha oggi sciolto la riserva sul caso PayLand.com - Netfraternity, disponendo la revoca dell'ordine di sequestro che dal giorno 12 maggio bloccava il server di PayLand.com.
Il Giudice ha motivato tale provvedimento escludendo "che il sistema adottato dall resistente" - PayLand - "interferisca con l'area di valide rivendicazioni e protezioni del brevettto menzionato in ricorso e si manifesta insussistente la denunciata attività di contraffazione e di utilizzazione illecita del dispositivo brevettato".
Tra le motivazione che hanno spinto il giudice a ordinare la revoca dell'ordine di sequestro vi è il riconoscimento del fatto che il sistema utilizzato da PayLand si basa esclusivamente su un software e non utilizza alcun dispositivo.
Durante i giorni in cui il server di PayLand è stato sotto sequestro, siè scatenata l'indignazione dei PayLanders, gli utenti registrati della società, che hanno manifestato la propria solidarietà con quasi 2000 messaggi di incoraggiamento rivolti allo staff di PayLand.
Lo staff di Payland.com ha accolto la decisione del Tribunale con entusiasmo e si riserva di valutare la possibilità di tutelarsi per i danni ingiustamente subiti.
Afferma Mauro Forconi, Ammministratore Delegato di PayLand.com, "Abbiamo accolto la decisone del Giudice con grande soddisfazione, ma del resto siamo sempre stati sereni riguardo alla conclusione di questa vicenda". Aggiunge poi: "La concorrenza è la chiave dello sviluppo di ogni business ed in particolare di Internet. Solo la concorrenza, sana e leale, può garantire il continuo miglioramento dei servizi offerti agli utenti della rete".
COMUNICATO DEL 22 MAGGIO
2000: Padova 22/05/2000
Oggi alle ore 12 presso il Tribunale di Padova si è tenuta la seconda udienza per il ricorso per il sequestro richiesto dalla Netfraternity Network SpA e dalla Montecarlo Media ai danni di payland.com srl.
Nel corso dell'udienza sono state esposte le tesi della Netfraternity e della Payland.com.
La linea difensiva di Payland.com è stata impostata sulla carenza di legittimazione ad agire delle ricorrenti, sull'incompetenza territoriale del Tribunale di Padova a favore di quello di Ascoli Piceno, sulla nullità del brevetto italiano n. 01296354, sulla non contraffazione del brevetto in questione da parte di Payland.com e sui danni gravi ed irreparabili che questa situazione sta portando alla società ad ai suoi Paylanders.
Al termine dell'udienza, che si è protratta per circa 40 minuti, il giudice si è riservato di decidere in merito.
Non è nota la data in cui il giudice si pronuncerà; a questo punto attendiamo l'equa decisione del giudice che dovrebbe arrivare nei prossimi giorni.
COMUNICATO STAMPA DEL 20 MAGGIO
2000: INTERNET: VERTENZA
PAYLAND.COM-NETFRATERNITY Aperta l'udienza per il ricorso sul sequestro
del server di payland. Payland presenta denuncia all'Autorità
Antitrust. 1400 messaggi di solidarietà da parte degli
utenti. Ascoli Piceno, 20 maggio 2000 Dopo 7 giorni
di sequestro cautelativo del server di payland.com e conseguente
blocco della sua attività, si è tenuta ieri a Padova la prima udienza per
il ricorso per il sequestro richiesto da Netfraternity ai danni di
payland.com al termine della quale il giudice ha disposto il rinvio del
dibattimento a lunedì mattina per permettere alla procura e ai Legali di
Netfraternity di esaminare la cospicua documentazione presentata da
payland.com. Il sistema di payland.com, attivo dal 22
gennaio 2000, consiste nell'offrire ai sottoscrittori del servizio la
possibilità di guadagnare 1 Euro per ogni ora di collegamento in rete in
cambio dell'accettazione di un banner pubblicitario. Netfraternity
che possiede un brevetto industriale italiano (n° 1296354) relativo
ad "un dispositivo per connettere utenti a reti telematiche e procedimento
per l'invio dati", accusa payland di contraffazione mentre
l'Amministratore Delegato di payland Mauro Forconi precisa che
"payland ha sviluppato esclusivamente software proprietario e non si
avvale di alcun dispositivo". Il provvedimento di sequestro
emesso il 12 maggio dal Tribunale di Padova su istanza di
Netfraternity, in base al quale questa ha ottenuto il blocco del server di
payland.com e il sequestro dei dischi, sta comunque causando ingenti danni
tanto alla società payland.com quanto ai "Paylanders" (oltre 35000) che
vengono privati della possibilità di guadagnare. Nel mentre
payland ha presentato denuncia all'Autorità Garante della concorrenza e
del mercato. Immediate anche le reazioni del popolo della rete che
già da lunedì scorso, attraverso un forum raggiungibile dal sito
www.payland.com hanno manifestato la loro indignazione attraverso oltre
1400 e-mail di solidarietà e di incoraggiamento a
payland.com. Payland.com è una società indipendente fondata da
tre giovani imprenditori di Ascoli Piceno: Mauro Forconi, Danilo Pompei e
Giacomo Buratti. La società si compone di un team di 10 persone ed è in
forte espansione.
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